Rielaborazione dell’iconico modello del 1918 firmato da Gerrit Thomas Rietveld, la poltrona Black Red and Blue di Cassina nasce dall’instancabile ricerca formale e cromatica del maestro olandese. Evoluzione diretta dell’archetipo originario, questa versione incarna lo spirito sperimentale del movimento neoplastico, di cui Rietveld fu uno dei protagonisti.
I primi prototipi si fondavano sull’idea di una rigorosa organizzazione spaziale, espressa attraverso la monocromia: la versione iniziale del 1918 era infatti interamente realizzata in legno naturale, non verniciato. Negli anni successivi, Rietveld introdusse varianti monocromatiche e policrome, fino a giungere all’uso dei colori primari, che trasformarono la poltrona in un manifesto visivo del neoplasticismo.
La versione selezionata da Cassina per il progetto MutAzioni risale agli anni Venti ed è stata originariamente realizzata per l’insegnante Wicher Zeilmaker. La struttura è in faggio tinto nero, con dettagli a contrasto in bianco, mentre seduta e schienale sono in multistrato laccato verde. Per un comfort superiore, è disponibile un cuscino unico per seduta e schienale, in tessuto o pelle.
Più che un semplice arredo, la poltrona Black Red and Blue Cassina si impone come una scultura astratto-realista, capace di conferire carattere e prestigio agli spazi che abita. E sebbene la sua vocazione sia principalmente estetica, nella versione proposta da Cassina con cuscino integrato, può trasformarsi in una sorprendente seduta confortevole.







