Come una scala che conduce verso l’infinito, la consolle Anam Saba si innalza con un equilibrio gentile, sospesa tra leggerezza e solidità. È una presenza sottile, un segno che accompagna lo spazio senza dominarlo. Ogni libro, ogni oggetto, trova in questa architettura un luogo di rispetto e di poesia: un piccolo altare domestico che custodisce memorie, desideri, frammenti di vita. Anam non impone, suggerisce; non occupa, accoglie.
La struttura, composta da tubolari d’acciaio verniciati, si eleva come un disegno di linee sottili. I trasversali sostengono ripiani dagli angoli arrotondati, morbidi come un gesto di cura. Due le interpretazioni: la versione totalmente laccata, rigida e decisa, che evoca la stabilità di ciò che resta; e la versione rivestita, con la parte inferiore in tessuto, che introduce una gentilezza inattesa, un soffio di morbidezza che rende la consolle quasi tattile, come se la materia respirasse.
Affiancando le pareti del living, dell’ingresso o di ampi corridoi di passaggio, la consolle Anam Saba diventa un piano d’appoggio che non è mai solo funzionale: ospita vasi, quadretti, piccoli oggetti ornamentali, e allo stesso tempo arricchisce lo spazio con una presenza discreta e poetica. È un elemento che accompagna il movimento della casa, suggerendo un dialogo tra ciò che vediamo e ciò che immaginiamo.







