Tra i design più rappresentativi di Gio Ponti, lo specchio Randaccio del 1925 occupa un posto speciale. Progettato per la sua abitazione di Via Randaccio a Milano — il suo primo progetto architettonico — adornava le pareti della camera da letto al terzo piano, dialogando con gli arredi da lui stesso disegnati. Un oggetto intimo, nato per uno spazio personale, che nel tempo è diventato un’icona del modernismo italiano.
Lo specchio unisce eleganza e semplicità, ed è immediatamente riconoscibile grazie al caratteristico dettaglio a forma di corona nella parte superiore: un segno grafico che Ponti ha utilizzato in diverse opere, capace di conferire allo specchio un’aura quasi simbolica. Disponibile in tre dimensioni, richiama l’epoca in cui è stato concepito, ma si inserisce con naturalezza anche negli interni contemporanei, arricchendo camere da letto, bagni, corridoi e cabine armadio con una presenza raffinata e discreta.
Intramontabile e poetico, lo specchio Randaccio Gubi diventa un punto focale capace di trasformare lo spazio: amplifica la luce, aggiunge profondità e porta negli ambienti un equilibrio perfetto tra storia, forma e leggerezza. Le diverse dimensioni possono essere combinate per creare composizioni di grande impatto, dove la luce e la silhouette circolare dialogano con eleganza.







